mercoledì 15 ottobre 2008

Unico commensale



Due giorni fa cenavo in un albergo di un paese dell'Italia centrale. La sala da pranzo era fredda, fredda perchè lì è già inverno da un pezzo. C'era un solo commensale oltre al sottoscritto, e il menù più laconico della mia vita: bistecca e insalata, e volendo scialare, per dessert una grappa. L'altro commensale era un uomo anziano, avrà avuto 77/78 anni, con un pullover liso e gli occhi vitrei. Il proprietario dell'albergo mi porta una bottiglia d'acqua e mi dice che l'uomo è pensionato da lui da parecchi anni, e in effetti a guardarlo meglio, in quella sala mangia, si muove e borbotta come fosse proprio a casa sua. Il suo tavolo sta di fronte a una colonna e su quella colonna l'uomo ha attaccato una fotografia con pezzo di scotch. Per tutta la cena lo vedo conversare con quella foto, mangia un boccone poi alza il capo, cerca la foto e le parla. Quando il proprietario sparecchia lui continua a parlare con la foto, ma stavolta sembra quasi litigarci. L'occhio non è più vitreo, è umido. Giurerei che sta piangendo. La donna sulla foto era sua moglie, mi sussurra il proprietario. "E' morta sei anni fa, lui ha lasciato la sua casa ai figli ed è venuto a stare da me'. Con la foto della moglie attaccata alla colonna. Un gelo improvviso mi penetra nelle ossa. Se è questa la vecchiaia che mi aspetta, Lehmann Brothers, Ike, Gustav, il terrorismo islamico e i narcos messicani mi fanno un baffo.

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